FaceApp, privacy e sicurezza: che fine fanno le nostre foto?

FaceApp è tornata alla ribalta diffondendosi a macchia d’olio, l’avete notato anche voi: su Facebook e Instagram, negli ultimi giorni, spopolano le foto dei nostri contatti invecchiati o ringiovaniti, ma qualcuno è giustamente preoccupato: ci sono rischi legati alla privacy? Ecco la nostra analisi della privacy policy di FaceApp

Se ancora non avete capito cosa sta succedendo, ve lo riassumiamo noi: si tratta di FaceApp, applicazione di fotomontaggi messa a punto da sviluppatori russi, che dopo un paio di anni dal lancio torna a cavalcare le classifiche delle app più utilizzate dopo un importante aggiornamento che la potenzia con un nuovo algoritmo d’intelligenza artificiale. Siamo tutti lì, pronti a dare in pasto al software le nostre foto, ma siamo sicuri di farlo senza mettere a rischio la nostra privacy? Abbiamo la certezza che, oltre alle immagini che gli abbiamo dato, FaceApp non prenda anche altro dai nostri device?

FaceApp: la privacy è al sicuro?

La riposta più sintetica è: non si sa. Già perché, in teoria, come si legge all’interno della privacy policy dell’app, gli unici contenuti multimediali presi in carico dal software sono quelli che noi stessi decidiamo di caricare. In soldoni, solo le fotografie che carichiamo dovrebbero essere utilizzate. Tuttavia, ci sono un paio di dubbi sulla questione, ma andiamo per ordine, analizzando innanzitutto quanto dichiarato all’interno della privacy policy:

Informazioni raccolte: contenuti dell’utente (ad es. Foto e altri materiali) che pubblichi attraverso il Servizio. Comunicazioni tra te e FaceApp. Ad esempio, potremmo inviarti email relative al Servizio (ad es. Modifiche / aggiornamenti delle funzionalità del Servizio, avvisi tecnici e di sicurezza). Si noti che non è possibile disattivare le e-mail relative ai servizi.

Utilizzo dei dati raccolti:

  • fornire contenuti e informazioni personalizzati a te e agli altri, che potrebbero includere pubblicità online o altre forme di marketing
  • fornire, migliorare, testare e monitorare l’efficacia del nostro servizio
  • sviluppare e testare nuovi prodotti e funzionalità
  • monitorare le metriche come il numero totale di visitatori, traffico e modelli demografici
  • diagnosticare o risolvere problemi di tecnologia
  • aggiorna automaticamente l’applicazione FaceApp sul tuo dispositivo

Naturalmente, come la totalità dei software e dei servizi che utilizziamo quotidianamente, FaceApp raccoglie anche altri dati collaterali sull’utilizzo del sistema (i cookies, niente di nuovo).

A destare un po’ di dubbi sulla sicurezza sono due aspetti dell’utilizzo del nuovo FaceApp. Il primo riguarda le autorizzazioni su Android ed iOS: per poter caricare un’immagine è necessario concedere l’accesso alla fotocamera e alla galleria del device. Quest’ultima autorizzazione, che si attiva quando viene caricata una foto direttamente dal device, rimane chiaramente concessa anche dopo ed è comunque fondamentale per poter scaricare la foto appena elaborata. Anche su iOS, dove la gestione dei permessi è più capillare, sembra che l’autorizzazione permanga anche quando disabilitata.

In questo modo, potenzialmente FaceApp ha sempre accesso alla galleria del vostro smartphone, dove spesso – oltre a foto di vario genere – ci sono anche screenshot di dati (più o meno sensibili) che siamo soliti fare per inoltrare dati a qualche contatto. Niente che, con un qualsiasi software di riconoscimento testi, non possa essere facilmente tradotto.

La seconda perplessità sull’app riguarda il fatto che tutte le fotografie che gli diamo in pasto sono immediatamente caricate su dei loro server: non vengono rielaborate in locale, direttamente sullo smartphone (avete notato che i tempi di elaborazione sono abbastanza lunghi, vero?). Chiaramente, dopo che abbiamo giocato con il software, tutte le foto rimangono lì, all’interno di server della società. A tal proposito, nella privacy policy si legge:

Le informazioni raccolte attraverso il Servizio possono essere memorizzate ed elaborate negli Stati Uniti o in qualsiasi altro Paese in cui FaceApp, le sue Affiliate o Fornitori di servizi hanno delle strutture.

Inoltre, viene esplicitato che potrebbero essere cedute passando da un server all’altro, anche in paesi differenti con leggi sulla tutela della privacy differenti!

Con chi condivide informazioni?

Non è ben chiaro. Anzi, il documento sembra un po’ contraddittorio sotto questo aspetto. Infatti, si legge inizialmente che le informazioni non sono cedute a terzi, ma girano esclusivamente all’interno del gruppo del quale fa parte FaceApp:

Non venderemo o venderemo le tue informazioni a terzi al di fuori di FaceApp (o del gruppo di società di cui FaceApp fa parte) senza il tuo consenso, tranne che con le parti con le quali potremmo condividere le tue informazioni: in questa Informativa.

Parti con le quali potremmo condividere le tue informazioni: potremmo condividere il Contenuto dell’utente e le tue informazioni (incluse, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, informazioni da cookie, file di registro, identificativi dispositivo, dati sulla posizione e dati di utilizzo) con le aziende legalmente parte dello stesso gruppo di società di cui FaceApp fa parte, o che diventano parte di quel gruppo (“Affiliati”). Le Affiliate possono utilizzare queste informazioni per aiutare a fornire, comprendere e migliorare il Servizio (includendo anche l’analisi) e i servizi propri degli Affiliati (anche fornendo esperienze migliori e più pertinenti). Ma questi affiliati onoreranno le scelte che fai su chi può vedere le tue foto.

Subito dopo, sempre all’interno del documento sulla privacy, c’è scritto però che gli sviluppatori potrebbero comunque condividere i nostri dati con partner terzi, allo scopo di fornire pubblicità mirata oppure migliorare il servizio offerto. Infine, si riservano la possibilità di cancellare alcuni dati, in modo da rendere quelli restanti totalmente anonimi e condivisibili con “altri partner” non meglio identificati.

Dunque, in teoria, quanto raccolto da FaceApp è ceduto, tramite un po’ di giri, anche ad aziende completamente estranee al servizio. Del resto, i “dati personali” sul Web sono la moneta con la quale “paghiamo” tutti i servizi gratuiti dei quali ci avvaliamo ogni giorno, inclusi i social network.

Smettiamo di usare FaceApp?

La risposta non possiamo darvela noi, perché non sappiamo fino in fondo cosa venga preso dai device di chi utilizza l’applicazione e in che modo venga utilizzata. La sua privacy policy non è molto differente da quella adottata da altri sistemi simili, ma è bene tenere a mente – come anticipato – che su Internet nessun servizio è gratuito, mai.

Quelli che lo sembrano, si pagano in realtà con le nostre informazioni personali: preziosa moneta di scambio, che alle società frutta molto di più di quello che potrebbero ottenere facendo pagare un’applicazione o invogliando a un abbonamento mensile. Di questo, Facebook e la storia di Cambridge Analityca ci hanno dato ampia prova dopo uno scandalo scoppiato come un fulmine a ciel sereno, ma che in realtà non avrebbe dovuto stupire e indignare più di tanto.

Infine, per quello che riguarda i più piccoli, FaceApp promette di non mantenere informazioni sui minori di 13 anni, ma avverte: se siete consapevoli di aver caricato una foto di bambini, fatecelo sapere scrivendo al supporto tecnico. Ancora una volta, privacy e sicurezza si rimettono al buon senso di chi utilizza questo genere di servizi.

AGGIORNAMENTO: il team di FaceApp, nel pomeriggio di ieri sera, ha fatto chiarezza su come vengono gestiti i dati personali degli utenti.

[telefonino.net]

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