Tassa sui pacchi un DISASTRO TOTALE: -36% spedizioni e ZERO soldi allo Stato! (La mia opinione da tech reviewer che compra gadget dall’estero)

Dal 1° gennaio 2026 è entrata in vigore in Italia la tassa sui pacchi: 2 euro su ogni pacco di valore fino a 150 euro proveniente da Paesi extra-UE, con l’obiettivo di coprire i costi doganali e limitare l’import di merci low-cost da piattaforme come Temu e Shein. I dati dell’Agenzia delle Dogane rivelano però un calo del 36% nelle spedizioni dirette extra-UE nei primi 20 giorni del 2026 rispetto al 2025, con stime di gettito ridotte rispetto ai 120-245 milioni di euro previsti. La misura anticipa di sei mesi il dazio UE da 3 euro (dal 1° luglio), ma sta penalizzando la logistica italiana senza produrre i ricavi attesi.

Impatto sulle Spedizioni e Logistica tassa sui pacchi

Le spedizioni di basso valore sono crollate del 36-40% nei primi giorni del 2026, con e-commerce che dirotta i flussi via hub UE (Germania, Olanda) per evitare la tassa italiana, aumentando i trasporti su gomma e le emissioni CO2. Nel 2024, le dichiarazioni doganali per pacchi sotto 150 euro in Italia sono salite a 87,5 milioni (+61,5% sul 2023), pari al 91% delle import extra-UE dalla Cina. Confetra e logisticamente.it denunciano la perdita di ruolo per gli hub italiani, con corrieri che affrontano ritardi e costi extra.

Meccanismi e Periodo Transitorio

La tassa sui pacchi si applica a tutte le spedizioni B2C, B2B e C2C extra-UE sotto 150 euro, riscossa al momento dell’importazione definitiva tramite codice tributo 159 nelle dichiarazioni H1 dal 1° marzo 2026. Fino al 28 febbraio vige un regime transitorio: contabilizzazione periodica e pagamento entro il 15 marzo, per allineare i sistemi informativi di Dogane e operatori. Escluse le merci dei passeggeri dichiarate verbalmente; la circolare Dogane n.37/D (30/12/2025) e n.1/D (07/01/2026) chiariscono l’applicazione universale.

Critiche e Prospettive Future

Codacons e associazioni logistiche definiscono la misura un “flop boomerang”: gettito minimo, consumatori penalizzati da rincari/ritardi, e concorrenza sleale per i negozi fisici italiani. Un emendamento al Milleproroghe propone di rinviare al luglio UE per uniformità, mentre l’abolizione della soglia de minimis (esenzione dazi sotto 150 euro) è confermata per il 2026 a livello europeo. In sintesi, la tassa ha ridotto i volumi diretti ma non fermato l’e-commerce, spostando traffici aerei verso stradali e riducendo i ricavi statali previsti

Il Mio Parere da Content Creator su tassa sui pacchi

Onestamente, 0/10 a questa misura. Come Giuseppe da Modica, che spende centinaia in spedizioni per video YouTube, dico: governo, svegliatevi! L’UE tasserà tutti nel 2026, ma noi pionieri in svantaggio. Soluzioni? Bloccate i magazzini extra-UE in UE, non penalizzate chi innova. Io continuo a comprare (via Germania ora), ma i miei follower pagano il conto – e l’ambiente pure. Se amate e-bikes e DIY come me, firmate petizioni Codacons: salvi i pacchi low-cost! Prossima recensione? Una e-bike con parti “tassate” – stay tuned su YouTube

Tassa sui pacchi

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